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Il tenente Sturm – I libri della domenica-2012

2,44 Iva Inclusa

Anno 2012

Durante la Prima Guerra Mondiale, in uno dei suoi momenti più terribili sul Fronte Occidentale, tre giovani ufficiali tedeschi si ritrovano in trincea , dove, nelle pause tra allarmi ed assalti, si scambiano le loro idee e le loro emozioni e riflettono sul significato di quella guerra che (come Junger nel 1914) hanno scelto di fare.

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Descrizione

 

Durante la Prima Guerra Mondiale, in uno dei suoi momenti più terribili sul Fronte Occidentale, tre giovani ufficiali tedeschi si ritrovano in trincea , dove, nelle pause tra allarmi ed assalti, si scambiano le loro idee e le loro emozioni e riflettono sul significato di quella guerra che (come Junger nel 1914) hanno scelto di fare.
Libro crudo e analitico che tenta di dissecare,  con la precisione di un entomologo ( Junger era laureato in zoologia; fu eroe di guerra, ferito 14 volte) il disastro che quegli uomini stanno vivendo.

In effetti, negli anni successivi al primo conflitto mondiale Ernst Junger dà vita all’autobiografico personaggio del tenente Sturm: ufficiale al comando dei plotoni della terza compagnia schierata sul fronte francese, naturalista e guerriero, spirito eroico e contemplatore solitario, uomo d’azione e scrittore. Persa la guerra, il materiale dei diari prende la forma di un folgorante racconto.

Leggendo questo libro, diciamo che ci si affeziona a questi tre ufficiali, tra cui Sturm.
In mezzo alle bombe, a qualche morto ogni tanto, alla terra di nessuno e ai vari dettagli che una sapiente terza persona snocciola con parecchia coscienza e precisione, in mezzo a tutto questo riesci a trovare simpatici questi tre che parlano di cultura, di scrittura, con Sturm, che gli legge i suoi racconti e gli altri che ascoltano, commentano, discutono.
Nella prima parte, ci sono soprattutto riflessioni sulla guerra,  e così, a fianco alla descrizione realistica della vita in trincea, ecco emergere sia le considerazioni di Sturm, sia i suoi racconti – una storia nella storia – invero molto belli, come quelli seguenti:

Kettler era quel che si dice un uomo semplice, ma Sturm sapeva bene che, in fondo, non esistono affatto persone semplici. Certo, c’era chi provava le stesse impressioni allo stesso modo di molti altri, ma, appunto per questo, costoro erano, per quelli che sentivano in maniera del tutto diversa, tutt’altro che semplici da capire. Sturm, avvicinandosi a Kettler, cercava di incidere un taglio trasversale attraverso la comunità con la quale le circostanze gli imponevano di convivere. Questo genere di considerazione che, senza idee preconcette, riconduceva il singolo fenomeno allo stato delle cose in generale, gli riusciva semplice grazie alla sua preparazione scientifica.
E vediamo un incipit dei suoi due o tre “racconti nel racconto”:
«In una mattina d’inizio autunno, Tronck si incamminò per la sua solita passeggiata sulle strade della metropoli. Era una ti i quelle ore, singolari nel corso dell’anno, in cui un alito di consunzione offusca con ombre quasi impercettibili la forza dell’estate piena, una di quelle ore mattutine in cui si decide
che, la sera, si toglierà lo spolverino a tinta unita per indossare una giacca di mezza stagione a disegni scuri. Gli alberi del viale e l’erba dei prati si innalzavano ancora nelle loro vesti di verde radioso, era un ultimo slancio di verzura, che la pioggia del giorno prima aveva lucidato conferendole un metallico splendore. Eppure qua e là, nella massa del fogliame, scintillava una goccia di giallo, una scintilla di rosso e, di tanto in tanto, una foglia maculata, o marezzata sull’orlo, cadeva roteando sull’asfalto. Poteva averla colta il vortice d’aria di un tramvai o il colpo d’ala di un uccello: già si avvertiva la pesantezza che sognava in quelle foglie e le attirava verso la terra. La forza che aveva sospinto quella ricchezza dalle radici verso le cime era ormai esausta, e smaniosa di compiere il proprio ciclo. Le linee di confine che separavano colori e forme erano un po’ sbiadite. L’aria era lievemente intorbidita da una leggera foschia. Quel vapore non era ancora più intenso della nuvola di una goccia di latte in un bicchier d’acqua, eppure nel suo profumo era già riposto l’annuncio delle ondate di nebbia tenute in serbo per l’autunno. Era in corso una di quelle transizioni che, appena avvertite dai sensi, dischiudono dal fondo dell’anima misteriosi sentimenti di piacere o di tristezza.
(Un romanzo di cui consiglio la lettura).

Informazioni aggiuntive

Peso 0.1 kg
Dimensioni 12 × 17 × 0.5 cm

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